L’opera d’arte mette in risalto la sublimazione come atto singolare capace di trasformare il Reale. L’atto creativo tocca il Reale in quanto si configura come ciò che non può tornare allo stato potenziale.
Tredici frammenti dal libro Ti amo, ti odio, ti ignoro. Le passioni nella clinica psicoanalitica scritto da Mariela Castrillejo:
Nell'insegnamento di Jacques Lacan alienazione e separazione sono due concetti fondamentali che indicano i due tempi logici in cui avviene la costituzione del soggetto in relazione all’Altro.
La storia di ciascuno di noi è caratterizzata dalla ripetizione di modelli passati che abbiamo appreso in un’epoca precoce della nostra vita: è questa la versione dell’inconscio inteso come ripetizione dei modelli operativi interni.
La psicoterapia si focalizza sulla ripetizione dell’inconscio per aprire la possibilità di un nuovo corso della storia soggettiva. Il fine di una cura psicoanalitica consiste infatti nell’introduzione di uno iato tra le generazioni, per permettere al soggetto di dare un nuovo destino al marchio lasciato dalla relazione di attaccamento con l’Altro.
Nel discorso dell’università troviamo il sapere (S2) in posizione dominante e l’oggetto a che rappresenta la singolarità del plusgodere viene collocato nel luogo dell’Altro. In questo discorso possiamo osservare un movimento che intende installare il singolare in una posizione universale.
Il tema del Seminario IV di Lacan è la relazione oggettuale e le strutture freudiane. Lacan arriva ad occuparsi della relazione d’oggetto dopo un percorso in cui ha trattato gli elementi della condotta tecnica della cura, nel Seminario I, concentrandosi soprattutto sulla nozione di transfert e di resistenza.
La lettura del colloquio clinico secondo l’orientamento psicoanalitico lacaniano va intesa come la pratica di un testo significante.
In un tempo dove l’autorità simbolica della funzione paterna sembra irreversibilmente tramontata siamo sempre più confrontati con una trasformazione dello scambio intergenerazionale. Secondo Recalcati le nuove generazioni assomigliano alla figura di Telemaco perché invocano la presenza di padri-testimoni, testimonianze paterne che sappiano mostrare l’annodamento singolare tra Legge e desiderio.
La sessualità degli esseri umani è diversa da quella degli animali e non è orientata soltanto da una logica istintuale. Tra i diversi fattori che contraddistinguono la sessualità umana troviamo la dimensione del fantasma.
Le coppie si sfaldano, anche i matrimoni che durano da vent’anni, quando ci si dimentica che si è in tre: ci sei tu, ci sono io e c’è il nostro legame.
Il fantasma inconscio condiziona il giudizio che possiamo formulare su una situazione di cui veniamo a conoscenza. È un processo psicologico inevitabile, bisogna però precisare che il nostro giudizio può aspirare a diversi gradi di accuratezza.
Nel corso di una psicoterapia sono soprattutto le narrazioni dei pazienti borderline che mostrano quanto possa essere poco efficace raccontare la propria vita. Se prima non si cambia il proprio rapporto con il linguaggio, la narrazione di sé rischia addirittura di allontanare dalla propria verità.
Un leader diventa un impostore quando il suo discorso viene totalmente assorbito dal desiderio di controllo e padronanza della vita.
Il codice identificativo e la tessera inconscia della scimmiottatura sono il rifiuto e la proiezione sugli altri di alcuni aspetti di sé. La scimmiottatura è una forma di difesa dall’identificazione con un altro che non si approva e da cui si è tuttavia attratti.
Alla base della Dialectical Behaviour Therapy (DBT) troviamo l’idea che il borderline non ha le abilità necessarie per regolare le emozioni, emozioni che vive come uno sciame di vissuti da cui si sente sopraffatto.
L’effetto sociale e politico generato dall’esperienza clinica di Basaglia non avrebbe potuto esserci senza l’intreccio del suo ruolo clinico con quello di mediatore culturale.
Nel pensiero clinico di Corrado Pontalti viene data molta importanza alla scelta di un setting che sia in grado di configurare le condizioni di possibilità affinché il processo simbolopoietico possa essere favorito.
In diversi passaggi teorici sulle coordinate dell’incontro clinico Corrado Pontalti intende valorizzare un modello concettuale che sia in grado di pensare e articolare la “fondazione intrapsichica” (il soggetto) e la “fondazione comunitaria” (l’Altro) del senso di Sé.
Come ben sottolinea Corrado Pontalti, lo “stile” e la “persona” del terapeuta sono degli elementi ineludibili nella conduzione della cura e nella valutazione di ogni relazione che cura.
Classicamente nell'orientamento psicoanalitico il sintomo nevrotico viene inteso come espressione di un conflitto che deve essere superato per poter vivere lo slancio del desiderio.
Nell’incontro clinico possiamo correre il rischio si seguire esclusivamente un approccio psicopatologico che consiste nella categorizzazione dei fenomeni osservati o, in altri casi, di appoggiare le nostre inferenze a un uso dei modelli e delle teorie psicoanalitiche che riconduce il non ancora conosciuto del soggetto al già saputo della teoria.
La psicoanalisi è un’esperienza che può cambiare la vita grazie all’incontro con il proprio desiderio inconscio. Non in tutti i casi però la questione che si affronta riguarda il desiderio inconscio.
Nel suo pensiero clinico Corrado Pontalti utilizza il costrutto di “persona” con lo sforzo di superare le concezioni solipsistiche dell’individuo e della psicopatologia.
Nello sviluppo della capacità riflessiva il bambino integra la modalità dell’equivalenza psichica e quella del far finta. Nella modalità dell’equivalenza psichica il bambino non sente un confine netto tra fantasia e realtà.
L'amore non è fatto soltanto da sensazioni, emozioni e sentimento. La consistenza dell'amore è data anche dai segni d'amore che provano a trasmettere ciò che è impossibile comunicare.
L'Altro e l'Uno sono i due versanti dell'inconscio lacaniano perché esprimono la dimensione del significante e quella del godimento assoluto. In altri termini, potremmo dire che l'Altro e l'Uno sono due metafore concettuali per pensare alla dimensione del Simbolico e a quella del Reale.
La scrittura della propria autobiografia offre l'opportunità per diventare sé stessi e i percorsi per compiere il viaggio autobiografico sono tanto diversi quanto le persone che li intraprendono.
Giulia Rakar è la protagonista del thriller I segni del male di Simone Regazzoni (Rizzoli 2020). Giulia Rakar è una profiler, ma anche qualcosa di più, infatti i suoi colleghi l'hanno soprannominata la "sensitiva". Nel suo approccio sembra esserci qualcosa di ultrasensibile che rispecchia una personalità complessa e una storia avvolta dal mistero.
Sottocategorie
La pratica psicoanalitica di Nicolò è caratterizzata dal confronto costante con la ricerca scientifica più aggiornata.
Allo stesso tempo dedica una particolare attenzione alla dimensione creativa del soggetto.I suoi ambiti clinici e di ricerca riguardano la cura dei nuovi sintomi (ansia, attacchi di panico e depressione; anoressia, bulimia e obesità; gioco d’azzardo patologico e nuove dipendenze) e in particolare la clinica borderline.