Nel loro percorso clinico e di ricerca Gilberto Di Petta e Danilo Tittarelli hanno saputo trovare spunto e sostegno nei lavori di alcuni dei più originali esponenti della psicopatologia fenomenologica italiana. Per tale ragione hanno scelto di dischiudere le porte di un mondo culturale e clinico che attraversa la storia del Novecento.
La teoria della testimonianza di Massimo Recalcati ha segnato un cambio di paradigma nella psicoanalisi lacaniana perché ha riportato l’attenzione sul Padre-soggetto prima ancora che sul Padre-significante.
Considero i tanti orientamenti della psicoanalisi come tanti dialetti di una stessa lingua. E bisogna precisare che si tratta di una lingua che non esiste.
La fondazione di Jonas nel 2003 traduce nel campo istituzionale la nuova apertura teorica formulata da Recalcati nel libro Clinica del vuoto (2002). Si tratta di un testo che allarga l’orizzonte clinico che Recalcati aveva costruito con i suoi precedenti testi sull’anoressia-bulimia.
Il cammino psicoanalitico di Recalcati non è caratterizzato soltanto dalla formulazione di nuovi concetti. Il lavoro teorico-clinico di Recalcati mostra una vocazione intellettuale che ci consente di comprendere ancor di più il ruolo della psicoanalisi nella cultura e nella vita della città.
L’olofrase è un concetto della psicoanalisi lacaniana mutuato dalla linguistica: durante l’apprendimento del linguaggio i bambini attraversano una fase in cui utilizzano una singola parola per trasmettere il significato di una intera frase.
Per vivere il desiderio è necessario "sapersi" abbandonare. Abbandonarsi vuol dire lasciarsi andare per accedere a un'esperienza di sé in cui il soggetto entra finalmente in contatto con la propria verità. Una verità che è marchiata dalle parole e che richiede di essere vissuta in primo luogo attraverso il corpo.
Nella mia pratica professionale individuo la necessità crescente di un sapere che sappia farsi carne, che sappia diventare rilevante nell’operatività clinica senza perdere tuttavia spessore teorico e rigore scientifico. Il filo conduttore è costituito dalla necessità di garantire “a ciascuno la sua relazione”. Questa formula è valida sia per i terapeuti che per i pazienti.
Le persone che leggono, ascoltano e si lasciano toccare dalla parola di Massimo Recalcati sono interessate al suo discorso non perché parli di Lacan in modo comprensibile. Ripercorrendo l’insegnamento di Lacan Recalcati esprime sicuramente un discorso chiaro a tutti ma spinge anche ciascuno a interrogarsi sulla singolarità del proprio desiderio.
Alessitimia è un termine che indica un rapporto congelato con la vita emotiva. L'alessitimia ha una notevole importanza clinica in tutti quei sintomi psicopatologici che mettono in primo piano il corpo. L'alessitimia è stata infatti concettualizzata nell'ambito delle ricerche in psicosomatica.
Nella pratica clinica il significante del fallo può essere rintracciato in base alla struttura o al funzionamento del soggetto. Sicuramente la funzione del significante fallico non è operativa nella psicosi e nel borderline.
Perché si scrive? La domanda così formulata mette subito in risalto la questione del soggetto coinvolto nella scrittura. Se facciamo attenzione alla particella si del “si scrive” siamo condotti di fronte a un secondo interrogativo racchiuso nel primo: chi o cosa si scrive?
EMPATIA E IMMEDESIMAZIONE. Nel lavoro clinico la parola empatia va intesa come scoperta dell’Altro e non va quindi confusa con l’immedesimazione nell’altro. Nella cura del paziente borderline possiamo trovarci di fronte a un soggetto che ci chiede di essere aiutato immedesimandoci nel suo vissuto, un vissuto emotivo che diventa spesso estremamente disperato e dilagante.
In psicoanalisi, ma anche nella psicologia della creatività, si parla di insight per indicare quel momento così affascinante dove l’invenzione si confonde con l’inventore, dove ogni nuova configurazione scaturisce dalle possibilità aperte da un nuovo punto di vista.
Nel libro L'uomo senza inconscio troviamo due aspetti principali dell’opera di Massimo Recalcati. In esso il rapporto soggettivato con il testo di Lacan è strettamente intrecciato con un modo di essere psicoanalisti che è sensibile ai temi e ai problemi della contemporaneità.
Nel complesso di Edipo il Nome del Padre funziona come una metafora perché il meccanismo della metafora sostituisce un significante con un altro significante.
Da punto di vista clinico il piano dell’agire sembra discostarsi radicalmente dal piano del dire, che invece viene privilegiato da tutti gli approcci terapeutici che puntano sulla dimensione trasformativa della parola.
Esistono delle persone cattive che godono nel fare il male agli altri.
Le persone cattive sono persone per cui non possiamo neanche scomodare una diagnosi psicopatologica di psicosi perché la cattiveria delle persone cattive non rientra nella risposta paranoica alla presunta persecuzione dell’Altro.
Il controtransfert è un’esperienza possibile anche per gli psicoanalisti più collaudati, se non si ammette simbolicamente questa possibilità essa ritornerà nel Reale sotto forma di agiti dell’analista.
Il discorso dell’analista viene prodotto da un mezzo giro del discorso isterico. Il discorso dell’analista prende forma grazie a un taglio interpretativo che consiste nel dare rilevanza alla presenza dell’oggetto piccolo a nella trama discorsiva del paziente.
Nell’ambito della psicoanalisi lacaniana il fallo è un concetto che subisce diversi aggiornamenti e viene declinato su ogni registro dell’esperienza (Immaginario, Simbolico e Reale).
L’attivazione del lavoro analizzante che avviene in una cura non è un processo psicodinamico che può essere medicalizzato o confinato dentro le prassi e procedure dei vari approcci terapeutici.
Nella clinica del vuoto il trattamento della famiglia si configura come una modalità di trattamento dell’Altro del soggetto.
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La pratica psicoanalitica di Nicolò è caratterizzata dal confronto costante con la ricerca scientifica più aggiornata.
Allo stesso tempo dedica una particolare attenzione alla dimensione creativa del soggetto.I suoi ambiti clinici e di ricerca riguardano la cura dei nuovi sintomi (ansia, attacchi di panico e depressione; anoressia, bulimia e obesità; gioco d’azzardo patologico e nuove dipendenze) e in particolare la clinica borderline.